Di Marco Del Plato, Senior Manager, Systems Engineering, Nutanix
Il modo in cui le aziende gestiscono la tecnologia è cambiato radicalmente. La digitalizzazione non è più opzionale: è un requisito per competere. In Italia, si stima che il mercato della trasformazione digitale raggiunga i 75,36 miliardi di dollari nel 2025 e possa superare i 166 miliardi di dollari entro il 2030. Questo scenario è alimentato dalla crescente adozione di piattaforme differenti, applicazioni, servizi cloud e tecnologie native degli hyperscaler, dall’analisi dei dati ai database, fino alle più recenti funzionalità di intelligenza artificiale (AI).
Questo scenario ha aumentato la complessità operativa, i costi e la frammentazione delle piattaforme. Il fatto è che, troppo spesso, ogni ambiente incorpora un hypervisor diverso, una consolle di gestione diversa, strumenti specifici dei singoli fornitori, modelli di rete non omogenei e diverse distribuzioni di Kubernetes. Il risultato non è un vero multicloud, ma una somma di silos difficili da gestire e ancora più complessi da trasformare.
Pertanto, la sfida non consiste più semplicemente nel digitalizzare e “scommettere sul cloud”, ma nell'operare in modo coordinato tra installazioni on premise, cluster di cloud ibrido e cluster di cloud pubblico, senza duplicare strumenti o complessità, estendendo lo stesso stack tecnologico a tutti gli ambienti. È proprio per questo che è stato progettato Nutanix Cloud Clusters (NC2).
Un’architettura multicloud ibrida combina ambienti on premise e cloud pubblici, gestiti come un unico sistema. A differenza di un approccio multicloud tradizionale, in cui ogni cloud utilizza tecnologie e strumenti differenti creando silos, un'architettura ibrida coerente è progettata per permettere di spostare carichi di lavoro, dati e licenze tra ambienti senza dover eseguire il refactoring o la riprogettazione delle applicazioni nella maggior parte degli scenari comuni.
Secondo il Nutanix Enterprise Cloud Index, la maggior parte delle aziende a livello globale adotta o sta pianificando di adottare un modello multicloud ibrido nei prossimi anni, riconoscendolo come l'approccio di riferimento per gestire ambienti IT complessi. Per le aziende italiane, questo modello è particolarmente rilevante: la maggior parte delle organizzazioni opera ancora con infrastrutture frammentate che generano dipendenza dal fornitore, costi occulti e una crescente complessità operativa. L'obiettivo di un'architettura multicloud ibrida coerente è proprio quello di eliminare tale frammentazione.
Nutanix NC2 è una piattaforma ibrida e multicloud che aiuta le aziende a eseguire applicazioni in cloud privati o pubblici, ma gestite come un unico cloud. NC2 consente di estendere lo stesso stack Nutanix su infrastrutture bare metal degli hyperscaler, mantenendo coerenza operativa tra tutti gli ambienti.
In questo modo, NC2 consente di estendere un'infrastruttura locale, migrare applicazioni, trasferire licenze o spostare carichi di lavoro da cloud privati a cluster di cloud pubblici su Amazon Web Services, Microsoft Azure, Google Cloud o OVH Cloud, in modo rapido e semplice. Uno dei maggiori ostacoli degli ambienti multicloud tradizionali è proprio la mobilità effettiva dei carichi di lavoro. Con NC2, la mobilità diventa nativa: i workload possono essere spostati senza refactoring. L'architettura offre ai clienti il controllo sulla posizione dei carichi di lavoro, con la possibilità di gestire in modo coerente costi, prestazioni, conformità normativa e resilienza.
Inoltre, questa soluzione contribuisce a mantenere la necessaria coerenza di rete (che a volte rappresenta il principale punto critico nell'architettura), facilita la continuità operativa nei casi di emergenza e aiuta le aziende a rispondere più rapidamente a possibili cambiamenti o fluttuazioni della domanda, attivando o disattivando le risorse cloud a seconda delle necessità. In Italia e in Europa, NC2 offre funzionalità che aiutano le organizzazioni a soddisfare i requisiti di sovranità dei dati e GDPR rilevanti per settori regolamentati come la finanza, la sanità e la pubblica amministrazione italiana.
Questo contesto è particolarmente rilevante per le organizzazioni che attualmente operano su infrastrutture VMware e che, in seguito all'acquisizione di VMware da parte di Broadcom, stanno rivalutando la propria strategia di virtualizzazione. Con Nutanix Move, Nutanix NC2 offre un percorso di migrazione diretto dagli ambienti VMware ai cluster di cloud ibrido, mantenendo le applicazioni esistenti con resilienza e senza necessità di riprogettazione.
Molte aziende hanno già preso impegni con fornitori hyperscaler, sia per un volume di spesa prefissato sia per sconti sull'utilizzo, ma non sempre dispongono di progetti cloud-native sufficienti a giustificare tale spesa.
In questo contesto, NC2 può rivelarsi una soluzione molto importante, in quanto consente di migrare al cloud i carichi di lavoro esistenti dagli ambienti on premise e da altre piattaforme in modo semplice, rapido e sicuro. Nutanix Cloud Clusters è ora completamente disponibile su AWS e Azure. Inoltre, Nutanix Cloud Clusters su Google Cloud è ora operativo in 17 regioni del mondo, offrendo ulteriori opzioni per la modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche.
In Europa, NC2 è disponibile tramite OVHcloud, un’infrastruttura bare metal di proprietà europea che aiuta le organizzazioni a mantenere i propri dati sotto giurisdizione europea, supporta i loro sforzi per conformarsi al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e consente di allinearsi ai requisiti di sovranità digitale rilevanti per settori regolamentati come la finanza, la sanità e la pubblica amministrazione italiana.
Tra le principali iniziative che solitamente rientrano in questo tipo di progetti, spiccano le seguenti:
In sintesi, Nutanix Cloud Clusters è progettato per affrontare diverse delle principali sfide delle aziende, fornendo una gestione unificata di cluster di cloud ibrido e cluster di cloud pubblico (con portabilità di applicazioni, dati e licenze), nonché tempi di attesa di rete ridotta e protezione degli investimenti.
Il vendor lock-in non è più solo contrattuale: è diventato un problema architetturale. Quando ogni cloud utilizza tecnologie diverse, i costi associati a riprogettazioni e migrazioni crescono rapidamente. Con uno stack coerente, invece, l'architettura è replicabile e qualsiasi cambio di fornitore non richiede una ricostruzione completa. Il risultato è una piattaforma ibrida in cui coesistono macchine virtuali e container, la rete è coerente, lo storage è uniforme e il funzionamento è omogeneo.
Per ambienti containerizzati, Nutanix Kubernetes Platform (NKP) estende lo stesso modello unificato ai workload cloud-native, gestendo cluster Kubernetes su data center, edge e cloud pubblici da un'unica console.
Un approccio ibrido coerente aiuta le organizzazioni a costruire piattaforme portabili, ripetibili, automatizzabili, resilienti e indipendenti dai fornitori. La vera maturità multicloud non consiste nell'essere presenti in molti cloud, ma nell'avere un'architettura progettata perché tutti i cluster di cloud ibrido e cluster di cloud pubblico operino come un'unica infrastruttura con Nutanix Cloud Clusters.
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Il cloud ibrido combina infrastruttura on premise e cloud pubblico, gestiti come un ambiente unificato. Il multicloud indica l'utilizzo di più fornitori di cloud pubblico (ad esempio AWS, Azure, Google Cloud) per servizi diversi, senza necessariamente integrarli con risorse private. L'architettura multicloud ibrida unisce i due approcci: combina ambienti on premise, cloud privati e più cloud pubblici sotto un'unica piattaforma operativa coerente, consentendo di spostare carichi di lavoro tra ambienti senza refactoring. È il modello adottato dalla maggior parte delle aziende che oggi gestiscono infrastrutture complesse e distribuite.
Nutanix Cloud Clusters (NC2) offre un vero modello cloud ibrido gestito come un unico cloud, unificando tutti gli ambienti sotto un'unica piattaforma operativa coerente. A differenza di altre soluzioni multicloud che si limitano a integrare tecnologie diverse, NC2 funziona con lo stesso stack su tutti gli ambienti, on premise e nei cloud pubblici. Fornisce inoltre un'unica console unificata per gestione, networking e sicurezza, riducendo la complessità tipica degli ambienti multicloud che utilizzano strumenti eterogenei.
Nutanix Cloud Clusters (NC2) consente la migrazione dei carichi di lavoro senza refactoring perché mantiene lo stesso ambiente di esecuzione (hypervisor, sistema operativo e strumenti) in tutti gli ambienti, contribuendo a mantenere la coerenza tra cluster on premise e cluster di cloud pubblico. Utilizzando lo stesso software e lo stesso formato dei workload, NC2 permette di spostare le applicazioni senza modifiche al codice da un’unica console di gestione.
Nutanix Cloud Clusters (NC2) integra diverse funzionalità progettate per supportare le organizzazioni nei loro percorsi di conformità ai requisiti di sovranità dei dati e al GDPR in Italia e in Europa. Tra queste funzionalità figurano la flessibilità nella localizzazione dei dati, che consente di eseguire i workload su cloud pubblici specifici o su infrastrutture private; il controllo operativo da parte dei clienti, che permette di decidere dove risiedono i dati e come vengono gestiti; e la coerenza delle policy di sicurezza, inclusi controlli di accesso e autorizzazioni uniformi su tutto l'ambiente ibrido.
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