Cloud nativo vs. cloud tradizionale. Vantaggi, differenze e casi d'uso.

Marco Del Plato, Senior Manager, Systems Engineering, Nutanix

Le tecnologie cloud sono un fattore chiave per promuovere l'innovazione e la digitalizzazione nelle aziende, poiché consentono alle organizzazioni di integrare rapidamente le nuove tecnologie nelle loro attività. Infatti, secondo i dati della società di analisi Canalys, la spesa globale per i servizi cloud ha raggiunto 90,9 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2025, in rappresentando un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Tuttavia, quando lo si implementa, è essenziale che le aziende comprendano il cloud non come una semplice destinazione finale, ma come l'adozione di un modello operativo davvero nuovo. Devono essere in grado di scegliere la strategia e il modello cloud più appropriati, in base alle esigenze aziendali ed a quelle generate dall'intelligenza artificiale, dalla sicurezza o dalla sostenibilità. Ecco perché è così importante comprendere appieno che cosa siano il “cloud native” e il cloud tradizionale, nonché le loro principali differenze, vantaggi e svantaggi. 

Definizione e differenze tra “cloud native” e cloud tradizionale

Per comprendere appieno entrambi i modelli, iniziamo definendo cosa intendiamo per "cloud native" e cloud tradizionale. Le applicazioni e i servizi “cloud native” sono progettati da zero per funzionare nel cloud e sfruttarne appieno tutti i vantaggi: flessibilità, agilità, scalabilità, economicità, ecc.

D'altro canto, i servizi e le applicazioni cloud tradizionali sono stati originariamente progettati per operare su infrastrutture locali, sebbene successivamente siano stati adattati (o spostati) per operare anche nel cloud.

In altre parole, la differenza principale tra i due modelli risiede nella loro origine e nel modo in cui sono stati progettati, il che, ovviamente, determina i vantaggi che possono offrire alle aziende. 

Vantaggi e svantaggi del “cloud native” e del cloud tradizionale

Nutanix è da sempre consapevole che il modo migliore per valutare quale tipo di infrastruttura o modello cloud sia più adatto a ogni azienda è comprendere i vantaggi e le sfide dell'implementazione di ciascuno di essi.

Tra i principali vantaggi delle applicazioni “cloud native” troviamo quindi i seguenti: 

  1. Le applicazioni sono distribuite in container, che confezionano tutti gli elementi necessari per eseguire un sistema operativo virtuale e migliorare la velocità e l'efficienza dello sviluppo delle applicazioni. Secondo il nostro studio di ricerca globale Enterprise Cloud Index 2025 (ECI), la containerizzazione delle applicazioni è diventata il nuovo standard infrastrutturale: quasi il 90% delle organizzazioni afferma che almeno alcune delle proprie applicazioni sono ora containerizzate e si prevede che questo numero aumenterà con la rapida adozione di carichi di lavoro basati su applicazioni GenAI
  2. Hanno un'architettura basata sui microservizi, che consente di suddividere le applicazioni in un insieme di servizi più piccoli e indipendenti.
  3. Funzionano con strumenti come Kubernetes, considerato il “sistema operativo cloud”. Funziona come una piattaforma estensibile e open source per la gestione di carichi di lavoro e servizi containerizzati, facilitando sia le attività di configurazione che di automazione. 
  4. Sviluppatori e professionisti IT lavorano insieme in un ambiente agile e strettamente integrato.
  5. Consentono l'allocazione automatizzata delle risorse basata su policy.

Tuttavia, mentre le applicazioni e i servizi cloud tradizionali aiutano le aziende a spostare le proprie applicazioni sul cloud senza doverle riprogettare completamente (per sfruttarne alcuni vantaggi), la realtà è che il rischio è che non siano in grado di offrire le stesse prestazioni, efficienza o flessibilità per i seguenti motivi:

  1. Poiché non sono stati progettati fin dall'inizio per funzionare nel cloud, non sono in grado di sfruttare appieno questi ambienti e le loro prestazioni potrebbero quindi risultarne compromesse.
  2. Sono meno flessibili ed è più complesso modificarli od ottenere la corretta scalabilità.
  3. Sono maggiormente dipendenti dall'hardware o dall'infrastruttura locale in cui sono stati progettati, il che rende difficile il loro trasferimento tra diverse piattaforme cloud.

Casi d'uso: quando scegliere un modello o un altro

Comprendere le differenze tra l'approccio “cloud native” e il cloud tradizionale permetterà alle aziende di capire quando devono optare per uno o l'altro modello.  La realtà è che il “cloud native” può rappresentare una valida opzione per tutte le aziende che desiderano implementare tecnologie emergenti, come l'intelligenza artificiale, con una particolare attenzione alla velocità e alla sicurezza, il che richiede una notevole capacità di elaborazione e archiviazione. Inoltre, questo modello è particolarmente adatto alle organizzazioni che necessitano di flessibilità e scalabilità nelle proprie applicazioni per rispondere rapidamente ai cambiamenti della domanda o del mercato. 

Tuttavia, è importante sapere che alcune aziende lavorano con sistemi molto complessi e una moltitudine di applicazioni legacy, quindi potrebbe essere una scelta migliore per loro optare temporaneamente per un modello cloud più tradizionale, che consente di portare alcune delle loro applicazioni sul cloud (per sfruttarne i vantaggi), senza dover trasformare completamente la loro infrastruttura tecnologica e con i costi aggiuntivi che ciò comporterebbe.   

In che modo Nutanix può aiutare le aziende a prendere la decisione migliore?

Nutanix quale sia l'opzione più adatta alle loro esigenze. La nostra offerta e, soprattutto, l'esperienza maturata lavorando con oltre 28.490 clienti in tutto il mondo sono la migliore garanzia di successo. Tra i numerosi progetti realizzati, possiamo sottolineare quelli per istituzioni e aziende importanti nei settori tra cui quelli di banche e assicurazioni, della pubblica amministrazione, della sanità e delle università

Grazie a queste esperienze, Nutanix si propone come partner affidabile per supportare le organizzazioni italiane nella valutazione e nell’adozione del modello cloud — native o tradizionale — più adeguato alle specifiche esigenze.

Sappiamo inoltre che le tecnologie cloud sono fondamentali per promuovere l'innovazione e che, ad esempio, i vantaggi offerti dall'intelligenza artificiale si concretizzeranno solo nelle organizzazioni che dispongono dell'infrastruttura tecnologica necessaria per implementarla. Tutte queste nuove tecnologie comportano anche un aumento significativo della complessità delle infrastrutture aziendali e soluzioni e modelli multicloud ibridi possono contribuire a semplificarne l'implementazione e la gestione, oltre a consentire un migliore controllo dei costi. Ecco perché riteniamo che il nostro modello di infrastruttura sia adatto per carichi di lavoro “cloud native” eseguiti su Kubernetes su larga scala.

In definitiva, il nostro impegno per l'innovazione è imprescindibile e il nostro obiettivo è supportare i nostri clienti in questo percorso, offrendo loro tutto ciò di cui hanno bisogno per adottare il modello o l'approccio cloud che meglio soddisfi le loro esigenze.

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