TERZO ENTERPRISE CLOUD INDEX ANNUALE DI NUTANIX

Le imprese iniziano il loro percorso nell'IT ibrido

LE AZIENDE INIZIANO IL LORO PERCORSO NEL CLOUD IBRIDO

degli intervistati ha dichiarato che per via del COVID-19 l'IT viene considerato molto più strategico nelle organizzazioni di appartenenza

degli intervistati considerano l'ibrido il proprio modello operativo ideale

degli intervistati che attualmente eseguono l'infrastruttura on-prem hanno implementato o pianificato di implementare l'infrastruttura iperconvergente

Contesto e obiettivi della ricerca

Per il terzo anno consecutivo, Nutanix ha commissionato una ricerca per conoscere lo stato delle implementazioni e dei piani di adozione di enterprise cloud a livello globale. A metà del 2020 la società di ricerche britannica Vanson Bourne ha intervistato 3400 responsabili delle decisioni IT in tutto il mondo per sapere dove stanno eseguendo al momento le applicazioni aziendali, dove hanno intenzione di eseguirle in futuro, quali sono le sfide del cloud che affrontano e come si posizionano le loro iniziative cloud rispetto ad altri progetti e priorità IT. Quest'anno agli intervistati è stato chiesto anche quale è stato l'impatto della pandemia di COVID-19 sulle decisioni attuali e future relative all'infrastruttura IT e come la strategia e le priorità IT potrebbero cambiare a causa di questo evento.

Il campione degli intervistati del 2019 comprendeva svariati settori, aziende di dimensioni diverse e le seguenti aree geografiche: le Americhe; l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa (EMEA) e la regione Asia-Pacifico (APJ).

Principali conclusioni

1

La maggior parte delle aziende ha intrapreso un percorso per raggiungere il proprio modello operativo IT preferito: l'infrastruttura cloud ibrida.

Gli intervistati di tutto il mondo riferiscono di aver mosso i primi decisivi passi per eseguire con successo un ambiente cloud ibrido, che l'86% considera il modello operativo ideale. Queste misure includono l'adozione di infrastruttura iperconvergente (HCI) nei propri datacenter e la dismissione dei datacenter non abilitati al cloud in favore dell'utilizzo del cloud pubblico e privato. Gli intervistati hanno inoltre riferito di utilizzare un modello misto – che include private cloud, cloud pubblico e datacenter tradizionale – più spesso di qualsiasi altro (26%), il che costituisce un trampolino di lancio verso un ambiente cloud ibrido completamente integrato.

2

I team IT globali stanno pianificando modifiche sostanziali alle infrastrutture.

Le loro previsioni indicano che le implementazioni di cloud ibrido cresceranno di oltre 37 punti percentuali nei prossimi cinque anni, con un corrispondente calo di 15 punti percentuali dei datacenter non abilitati al cloud.

3

Più degli aspetti economici, sono i risultati aziendali strategici a incentivare il cambiamento.

Secondo gli intervistati le ragioni principali alla base della modifica delle infrastrutture IT riguardano la possibilità di ottenere un maggiore controllo delle risorse IT (58%), ottenere la flessibilità necessaria per soddisfare requisiti aziendali dinamici (55%), e migliorare il supporto per clienti e lavoratori da remoto (46%). Al contrario, solo il 27% ha citato il taglio dei costi come incentivo

4

In seguito al COVID-19, gli intervistati che gestiscono cloud ibridi stanno pensando di impegnarsi a incentivare un impatto positivo sul business.

Rispetto alle organizzazioni che utilizzano altri modelli di implementazione, le aziende che optano per ambienti cloud ibridi sono più propense ad affermare di voler rendere la propria organizzazione più agile e cercano modi per incrementarne la competitività in seguito alla pandemia di COVID-19. È anche più probabile che offrano opzioni di lavoro flessibili e rafforzino i propri piani di business continuity a causa della pandemia. Questa constatazione sottintende che l'infrastruttura cloud ibrida pone queste aziende in una posizione più favorevole per raggiungere tali obiettivi rispetto ad altre configurazioni.

5

L'importanza dell'IT e l'adozione del cloud sono cresciute con la pandemia globale.

Più di tre quarti (76%) degli intervistati ha dichiarato che il COVID-19 ha fatto sì che l'IT sia considerato molto più strategico nelle organizzazioni di appartenenza. Il 46% degli intervistati ha inoltre dichiarato di aver aumentato i propri investimenti nel cloud ibrido come diretta conseguenza della pandemia.

6

Le aziende si affidano sempre più a diversi cloud pubblici per soddisfare le proprie esigenze.

Tra coloro che utilizzano cloud pubblici, il 63% degli intervistati ne usa due o più (multicloud). Gli intervistati si aspettano che si salga al 71% nei prossimi 12 mesi. Questo indica che le aziende ricercano la flessibilità offerta dai diversi provider di cloud pubblico.

Panoramica:

DURANTE LA PANDEMIA I TEAM IT SI PREPARANO A INTEGRARE L'INFRASTRUTTURA CLOUD

Per tre anni consecutivi la maggior parte dei professionisti IT intervistati per l'Enterprise Cloud Index (ECI) ha indicato come modello operativo IT preferito i cloud pubblici e privati integrati, denominati cloud ibridi. Quest'anno l'86% dei 3400 intervistati dell'ECI ha convenuto che il cloud ibrido è il “modello operativo IT ideale per la mia organizzazione”. La percentuale di intervistati che sono d'accordo con questa affermazione è variata dall'85% al 91% di tutti gli intervistati nei tre anni in cui è stata condotta la ricerca ECI.

Stato delle implementazioni di cloud ibrido

L'entusiasmo aziendale dimostrato per il modello IT ibrido è stato forte durante tutte e tre le edizioni della ricerca, anche se la maggior parte delle aziende ha ancora difficoltà ad adottarlo pienamente. Tra i motivi (che analizzeremo in dettaglio nelle prossime pagine) ci sono gli strumenti di gestione cloud ancora non perfettamente maturi, la scarsità di talenti qualificati in grado di gestire differenti piattaforme cloud, le tendenze economiche e le normative e, infine. la necessità di ammortizzare o trasformare l'infrastruttura legacy esistente. Questi ostacoli hanno contribuito a mantenere praticamente invariato sino a oggi il numero delle implementazioni cloud ibride (Figura 1).

Figura 1. Progetti di implementazione del cloud ibrido anno per anno rispetto alle implementazioni effettive

Va notato che nella terza indagine annuale ECI è stato chiesto agli intervistati se utilizzassero ambienti esclusivamente ibridi (tagliando fuori tutti gli altri tipi di cloud e datacenter). È possibile che, oltre a circa il 12% che esegue solo infrastrutture cloud ibride, alcuni altri intervistati utilizzino anche infrastrutture cloud ibride integrate insieme ad altri tipi di infrastruttura.

Transizione con nuovi investimenti cloud

La maggior parte delle aziende indica di essere in fase di transizione verso l'infrastruttura cloud ibrida. In questo caso le aziende devono investire in cloud sia pubblici che privati, che in ultima analisi vengono integrati con policy comuni di gestione e sicurezza e consentono la portabilità delle applicazioni. Gli intervistati del terzo report annuale ECI hanno riferito progressi significativi nella creazione di private cloud, nella disattivazione dei datacenter non abilitati al cloud e nell'aumento complessivo degli investimenti cloud.

Ma per le aziende più vecchie e consolidate, le transizioni sono molto meno rapide. “Se la tua azienda ha più di 20 anni di storia alle spalle, la migrazione cloud diventa costosa, perché investi in nuove risorse ma poi scopri che non puoi disattivarne alcune legate al passato”, afferma Dominic Maidment, Technology Architect presso Total Gas and Power Ltd a Red Hill, Surrey, Inghilterra. “Non tutto può trovare spazio nel nuovo ambiente. E sia che esegua il replatforming, il rehosting o acquisti altro [come nel caso del SaaS], devi comunque personalizzare, spostare i dati e integrare il vecchio ambiente col nuovo finché non sarai pronto per abbandonarlo definitivamente. È un'operazione molto, molto importante, dunque il valore dell'esecuzione in un nuovo ambiente dev'essere ben chiaro. Penso che questi siano alcuni dei motivi per cui molte implementazioni di cloud ibrido stanno naufragando”.

Impedimenti all'adozione

Esistono poi anche altri problemi che continuano a rallentare temporaneamente il ritmo delle implementazioni di cloud ibrido:

La parte restante di questo report esamina da vicino i piani cloud, le motivazioni, le sfide e tutti i fenomeni correlati che influiscono sui percorsi dell'infrastruttura IT delle aziende globali.

Mancano gli standard. Se devo impiegare del tempo a capire come far funzionare la mia implementazione, ad esempio, su Azure, è chiaro che poi resterò su Azure, perché ci vuole troppo tempo per imparare come funzionano altre piattaforme cloud proprietarie.

Joe Kaplovitz, CTO, Kaplan Companies, Highland Park, New Jersey, USA

LA PROMESSA DELL'IBRIDO

Perché l'infrastruttura cloud ibrida continua a essere così in alto nelle preferenze dei reparti IT aziendali? Le risposte al terzo report ECI annuale indicano che ciò che rende il cloud ibrido così allettante non sono solo i tagli ai costi, che sono stati il primo fattore ad aver incentivato l'adozione del cloud computing una dozzina di anni fa.

Migliorare i risultati aziendali

Gli intervistati hanno affermato che si stanno allontanando dai loro attuali modelli di implementazione IT soprattutto per ottenere risultati aziendali migliori. Nello specifico, ritengono che otterranno la flessibilità necessaria per:

meglio soddisfare i requisiti aziendali (55%)

migliorare il supporto per clienti (46%) e lavoratori da remoto (46%)

ottenere una maggiore sicurezza dei dati (40%)

Oggi i risparmi sui costi sono un incentivo meno importante rispetto agli altri risultati attesi: solo il 27% degli intervistati li ha citati come motivo per cambiare i propri modelli operativi IT.

Perché le aziende associano questi vantaggi aziendali all'infrastruttura cloud ibrida? Probabilmente la risposta è nella definizione stessa di un vero cloud ibrido e di che cosa faccia.

Ottimizzare l'esecuzione dei carichi di lavoro a seconda di dove sono eseguiti

Le aziende globali sono da tempo ottimiste sul cloud e rivendicano costantemente di volere la libertà di eseguire i carichi di lavoro nell'infrastruttura cloud più adatta alle loro esigenze in base al variare dei criteri. La posizione “migliore”, quindi, potrebbe essere determinata in maniera dinamica da costi, requisiti di conformità, pressioni sul time-to-market, esigenze di bursting che richiedono capacità on demand e altre variabili aziendali o tecnologiche.

Il cloud ideale può essere privato o pubblico, e le aziende desiderano l'agilità necessaria per spostare i carichi di lavoro tra i due in base al variare delle esigenze. Insieme, le infrastrutture di cloud pubblico e privato in grado di supportare questa fluidità con una gestione comune e una sicurezza uniforme possono fornire quello che viene visto dalla maggior parte degli utilizzatori come il modello operativo ideale, e offrire i vantaggi di una vera infrastruttura cloud ibrida rendendo i confini tra gli ambienti cloud completamente invisibili agli utenti e all'IT.

Pronto per la crescita

Al momento, poco meno del 12% delle aziende globali afferma di utilizzare solo il cloud ibrido e nessun'altra infrastruttura IT. Non sono molti di più – solo il 18% – quelli che usano ancora esclusivamente datacenter tradizionali e non abilitati al cloud. Sono invece maggiori le percentuali di coloro che riferiscono di utilizzare modelli infrastrutturali misti e private cloud: si tratta in genere di aziende che stanno attraversando un percorso di transizione verso il cloud ibrido e che inizialmente adottano solo alcuni elementi del cloud ibrido nella prospettiva di una integrazione completa in futuro.

Anche se siamo ancora agli albori dell'implementazione di cloud ibridi, le imprese globali continuano a essere ambiziose: dicono infatti di voler incrementare l'uso esclusivo del cloud ibrido fino al 49% in tre-cinque anni. Per quella data solo il 2% degli intervistati a livello globale intende ancora utilizzare esclusivamente datacenter tradizionali non abilitati al cloud (Figura 2).

Figura 2. Modelli di infrastruttura IT attuali e pianificati